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I Premio letterario Franca Maria Gianni
Franca Maria Gianni (1951-2007)
Franca Maria Gianni nasce a Priolo Gargallo il 9 settembre del 1951, seconda di quattro figli, da Luciano Gianni e Giuseppina Bongiovanni.
Il 26 luglio del 1973 consegue la maturità scientifica presso il liceo scientifico statale di Siracusa.
Il 4 giugno del 1975, presso la Chiesa madre di Priolo Gargallo, sposa Sebastiano Mangiafico, da cui avrà due figli, Michele (06.03.1976) e Mariangela (24.06.1978).
Il 28 giugno del 1979 consegue il diploma di assistente sociale presso il Magistero siculo di servizio sociale con voti 108/110 (il diploma sarà convalidato il 15 febbraio del 1991 in diploma di laurea dall’università di Catania ai sensi dell’art. 5 del Dpr 14/87). La tesi ha per oggetto “Sordità e disturbi del linguaggio nell’infanzia. Rieducazione”.
Donna determinata e affascinante, sulla scia del fratello maggiore Pippo muove fin dagli inizi degli anni ottanta i propri passi in politica, nel movimento femminile della Democrazia Cristiana e nella Cisl. A quel tempo, uscire dall’anonimato femminile per proporsi al mondo della politica, luogo incontrastato del genere maschile, appare ancor più in Sicilia una scelta incauta e rischiosa, che negli anni procurerà non poche difficoltà a Franca Gianni.
Nel 1983 entra a far parte del Comitato di gestione della U.S.L. 26 di Siracusa e da subito viene apprezzata dai colleghi e dagli operatori del settore per l’impegno sulle questioni sanitarie e sociali coniugato all’attenzione per il complesso mondo femminile. “La sua personalità, a volte spigolosa e per nulla incline al facile compromesso, determina spesso vivaci contrasti perché non riesce ad accettare passivamente le imposizioni esterne” (Nuovo Diario, 08/12/1984).
Nell’estate del 1985 porta sul tavolo dell’assemblea delle unità sanitarie locali la questione dell’allargamento della base dei pediatri di Siracusa da 16 a 25 con l’obiettivo di rendere giustizia a tanti medici specialisti in pediatria non occupati o sottoccupati in servizi di guardia medica.
Sua iniziativa è il finanziamento che arriva da parte della Regione per la nascita a Priolo Gargallo di una guardia medica permanente.
Nominata responsabile per la U.S.L. del servizio di “prevenzione Aids”, ottiene a livello regionale un finanziamento di 160 milioni per attivare una linea telefonica (allora 0931-21097) utile per gli affetti da Aids con garanzia di anonimato e un opuscolo guida contenente ogni informazione sulla sindrome. L’opuscolo, curato insieme al dottor Cosimo D’Angelo dell’allora servizio tossicodipendenze, vede la luce nel febbraio 2006 col titolo “informazioni sull’Aids e sindromi correlate”.
Continua l’attività di ascolto degli operatori sanitari e dei malati per comprendere le difficoltà del mondo sanitario, farsi carico delle carenze di attrezzature, locali e personale e cercare di dare soluzione a questi disagi.
Nel gennaio del 1988 introduce la “carta del cuore”, una tessera magnetica per i cardiopatici, che ha in un angolo un dischetto dorato contenente migliaia di notizie che riguardano l’ammalato.
Promuove la nascita del consultorio familiare di Viale Tunisi 34 a Siracusa, inaugurato insieme all’allora presidente della Usl Italo Basso. Promuove l’istituzione della guardia medica turistica permanente di Siracusa e si attiva per l’apertura delle guardie mediche permanenti di Priolo, Belvedere e Cassibile.
Viene nominata Cavaliere della Repubblica al merito dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
Nel febbraio del 1988 non viene confermata all’interno del Comitato di gestione della Usl. Non per demeriti personali, ma forse per troppi meriti, il suo partito, la Democrazia Cristiana, non ne promuove la rielezione. Per niente abbattuta, prepara nei due anni successivi la corsa a Palazzo Vermexio come consigliere comunale, in occasione delle amministrative del 1990.
In questi due anni sono molte le iniziative giornalistiche ed editoriali, tra cui la conduzione di un programma televisivo presso l’emittente Canale 6 Sicilia dal titolo “Il Pungolo”, attraverso il quale vengono messi sotto i riflettori problemi e difficoltà della comunità siracusana. Nasce la sua prima casa editrice nel 1989 sotto la denominazione “Seminara”, che da vita a moltissime pubblicazioni: “Cronaca e non solo”, “Siracusa al femminile”, “Siracusa verso l’Europa del 1993”, “Siracusa, una strada, una storia”, “Siracusa e la notte”, “Terremoto: Siracusa una città da salvare (con la collaborazione del prof. Enzo Boschi)”, “Siracusa: la storia”, “Siracusa: il Natale è…”, “Siracusa città nascosta”.
Dal 22 novembre 1990, a conclusione di questi due anni di intenso impegno giornalistico, risulta iscritta all’Ordine dei giornalisti di Sicilia elenco pubblicisti.
A cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta ricopre la carica di vice-presidente del Cerica.
Alle amministrative del 1990, si candida in Consiglio Comunale e risulta la terza per numero di preferenze in tutta la città, con quasi quattromila voti, sempre nelle fila della Democrazia Cristiana. Già nei primi mesi di attività consiliare conferma il suo spirito battagliero a fianco delle situazioni di più grande disagio della città di Siracusa, tant’è che nel novembre del 1991 è chiamata a ricoprire il ruolo di assessore alla solidarietà sociale nella giunta Gilistro fino al luglio del 1992 e sarà ancora assessore, oltre che alla solidarietà sociale, anche ai beni culturali, da marzo a dicembre del 1993.
Nel 1994 nasce la casa editrice “Franca Maria Gianni edizioni”, che esordisce con “L’orgoglio di noi siciliani”, cui seguiranno negli anni a venire le pubblicazioni di “Il culto di Santa Lucia nel mondo” di Giuseppe Palmieri, “Le tenere novelle”, “L’Illustrazione siracusana”, “Pollice Verso”, “Atto di richiamo a Santa Lucia”.
Gli anni che seguono al crollo della cosiddetta “prima repubblica” non la vedono più impegnata in incarichi istituzionali, quanto in incarichi di partito, nel solco del lungo percorso che accompagna la fine dell’esperienza della Democrazia Cristiana verso l’attuale Unione di centro. In questo contesto, nel 1999 è componente del direttivo nazionale dell’Udr e dal 2000 è presidente provinciale del Cdu.
Alle elezioni amministrative della primavera del 2004 suo figlio, Michele Mangiafico, con 694 preferenze individuali, è il primo degli eletti della lista dell’Udc in Consiglio Comunale. Per Franca Gianni si riaprono le porte di un’esperienza amministrativa. Viene nominata, infatti, assessore ai Lavori Pubblici, carica che ricoprirà fino al giugno del 2005. In questi dodici mesi sono moltissime le opere che vedono la luce sotto il suo assessorato: la messa in opera dell’illuminazione di contrada Helios (300 mila euro), i lavori di sistemazione delle vie Ozanam e Piscitello (un milione e 500 mila euro) e di via Piazza Armerina (2 milioni di euro), la progettazione della fognatura di contrada Palazzo a Cassibile realizzata nei mesi successivi (250 mila euro), alcuni lavori alla viabilità interna della scuola di villaggio Miano (92 mila euro), l’inizio dei lavori di rifacimento di Piazzale Marconi e della zona umbertina (753 mila euro), inseriti in un progetto di riqualificazione che restituirà sotto nuove vesti, con illuminazione, panchine e arredo a verde, l’ingresso sud della nostra città, anche attraverso l’eliminazione della palazzina un tempo destinata ad informazioni turistiche e della fontana (ne verrà costruita un’altra) che insistono nella piazza stessa. Viene completato il centro sociale per anziani di Mazzarrona con una spesa complessiva di 355 mila euro. Il nuovo centro sociale, che si va ad aggiungere ai precedenti, completa il sistema dei punti di riferimento, quartiere per quartiere, per l’aggregazione e lo svago degli anziani in città. Con un intervento di 68 mila euro viene realizzato in contrada Fanusa il primo lotto di illuminazione di via Cristoforo Colombo, per l’esattezza dal bunker a via Veniero. Si tratta di un’opera pubblica che costituisce un’importante risposta ad un’esigenza di servizi e sicurezza di un’area molto suggestiva della nostra costa, in parte abitata per l’intero anno e largamente popolata nella stagione estiva. Il 21 aprile 2005 ha luogo la gara d’appalto per la realizzazione di un pallone tensostatico a Belvedere, 850 metri a nord della scuola elementare di piazza Eurialo. Si tratta di una struttura poliedrica che nasce per consentire l’espletamento dell’attività fisico-motoria, di mattina, degli studenti della scuola, ma che potrà essere liberamente utilizzata nel pomeriggio e di sera da associazioni di giovani e anziani.
Nel giugno del 2005, in seguito ad un avvicendamento di cariche all’interno dell’Udc, Franca Gianni va a ricoprire il ruolo di presidente della Sogeas carica cui aspirava fin dal marzo del 2000, quando già era toccata in quota al suo partito, che aveva indicato tuttavia alla presidenza il dottor Antonio Moscuzza. Negli oltre due anni di presidenza della società di gestione delle acque siracusane, Franca Gianni traghetta la società nel delicatissimo compito di transitarla verso la nuova gestione del sistema idrico integrato. Sogeas, insieme al partner privato Saccecav, vince così la gara per l’acquisizione della gestione del sistema idrico in tutta la provincia. In questi due anni, l’attività di presidente della Sogeas non è scevra da alcune iniziative sociali di grande rilevanza, in particolar modo quelle in favore dei detenuti del carcere di Cavadonna, iniziative che continuano a caratterizzare l’animo nobile e sensibile di Franca Gianni, che fin dal giugno del 2004 in seguito ad un ictus che le ha semi-paralizzato la parte sinistra del corpo si accompagna con un bastone senza mai perdere tuttavia l’ironia e lo humour con cui tutti la ricordano. Al termine di una lunga malattia, la notte del 26 novembre 2007 entra in stato di coma all’ospedale Umberto I, per il quale negli anni aveva combattuto tante battaglie e non vince l’ultima, esalando l’ultimo respiro la mattina seguente.
La chiesa dell’Immacolata, nella centralissima via Castel Lentini a Priolo, la stessa delle sue origini e del suo matrimonio, ne ospita i funerali. “Era gremita di gente – scrive il quotidiano Libertà – e molta altra è rimasta fuori. Un tappeto di ombrelli per ripararsi dalla pioggia, ma tutti fermi ed impassibili ad attendere il passaggio del feretro. E pioggia è stata anche di messaggi di cordoglio e di senso di stima e di affetto per Franca Gianni. Oltre al Consiglio Comunale di Siracusa, anche il Consiglio Provinciale ha osservato nella seduta di martedì scorso, appresa la notizia della scomparsa, un minuto di raccoglimento in memoria di Franca Gianni”. La sua carriera politica, nata sulla scia di quella del fratello Pippo, era stata segnata negli anni dal sostegno incondizionato e sincero nei confronti del fratello, che con lei aveva condiviso i momenti più importanti e più difficili del proprio percorso pubblico, non privo di confronti aspri e accesi e di fraterne riappacificazioni. “E’ stata una donna forte e combattiva – dice l’allora deputato regionale Udc – ho perso un importante sostegno. Lei sapeva darmi sempre il consiglio giusto al momento giusto, possedeva una forte dote intuitiva”. “Esprimo le più sentite condoglianze ai famigliari di Franca Gianni, scomparsa prematuramente dopo una malattia che ne aveva indebolito il fisico ma non il carattere – dichiara l’allora sindaco Titti Bufardeci -. Ho conosciuto la dottoressa Gianni all’inizio del mio secondo mandato, quando ha ricoperto l’incarico di assessore ai Lavori pubblici, e ne ho apprezzato la generosità e il profilo umano. La ricordo come donna determinata, una determinazione che le ha dato il coraggio di affrontare gli ultimi difficili momenti della sua esistenza e la forza di tenere fede fino in fondo ai suoi impegni pubblici”.
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